Arrivo degli sposi e riti nuziali

Ci siamo, gli sposi sono pronti, ciascuno nella propria stanza. Mentre la sposa conclude gli ultimi accorgimenti, lo sposo può iniziare a spostarsi verso il luogo in cui si celebrerà il matrimonio.

L’adrenalina sale, le mani iniziano un po’ a sudare, per fortuna ci sono gli amici che ridono, scherzano e smorzano un po’ quella leggera tensione che coglie un attimo prima di varcare la soglia della chiesa o del comune (o del posto in cui si celebra il rito).

 

Le 6 costanti di un matrimonio che vanno documentate fotograficamente sono:

  1. Arrivo dello sposo e la sua attesa della sposa
  2. Arrivo della sposa (discesa dall’auto ed entrata)
  3. Primo incontro e sguardo tra gli sposi
  4. Promesse degli sposi e scambio degli anelli
  5. Il bacio degli sposi
  6. L'uscita e il lancio del riso

Lo sposo arriva e gli amici e i parenti lo accolgono con ampi sorrisi, qualcuno gli dà una pacca sulla spalla, qualche amico burlone gli lancia le chiavi della macchina per la fuga, i parenti lo abbracciano e si congratulano.

Noi fotografi siamo li a documentare tutto questo. Spesso nelle prime fasi, solo uno di noi è presente, mentre l’altro è ancora con la sposa, arriverà poco prima di lei per assicurarsi di avere il giusto vantaggio e poterla riprendere appena scenderà dall’auto.

Gli sposi decidono come arrivare al luogo del matrimonio a seconda della vicinanza da casa: c’è chi arriva tradizionalmente in auto (la sposa con un’auto d’epoca, o un maggiolone cabrio o l’auto di qualche familiare o parente, particolarmente bella; lo sposo arriva con la sua auto o viene accompagnato dai familiari o da amici. È capitato che arrivasse con un’auto di lusso di un amico), ma c’è anche chi arriva a piedi se molto vicini al luogo, chi arriva in vespa e chi con mezzi “alternativi” tipo Apecar. Anche su questo aspetto, non c’è limite alla fantasia: dipende se volete fare un arrivo di gran scena (scegliendo un’auto lussuosa), un arrivo tradizionale (un’auto d’epoca), un arrivo simpatico (in Apecar o vespa) o un arrivo grintoso (una moto).

Molti pensano che solo l’arrivo della sposa sia emozionante, ma vi assicuro, avendo vissuto parecchi matrimoni da vicino, che se vi girate verso lo sposo, un attimo prima che la sposa varchi la soglia del luogo, vedrete pura emozione proprio lì, nei suoi occhi e nel suo sorriso.

Credo sia uno dei momenti più toccanti di tutto il matrimonio: lì si nasconde l’amore vero, vedere lo sposo che si sfrega le mani nell’attesa, gli occhi che un velo diventano lucidi, il sospiro a metà quando vede la sposa sulla soglia della chiesa, e poi il sorriso aperto quando lei gli si avvicina.

Il primo sguardo dello sposo verso la sua sposa che cammina verso di lui è uno dei momenti che preferisco fotografare. C’è chi non riesce a trattenere le lacrime dalla commozione, chi fa un’espressione compiaciuta e soddisfatta pensando che presto quella splendida donna sarà sua moglie, chi non riesce a smettere di sorridere, chi rimane sbalordito e incredulo.

L’entrata della sposa è sicuramente molto scenografica, vederla incedere verso lo sposo, con lo sguardo fisso su di lui è davvero toccante. Se è accompagnata dal padre si coglie la viva emozione di entrambi (i padri delle spose si commuovono parecchio) e spesso mentre si avvicinano, qualche lacrima scappa fugace sul loro viso.

Arrivata allo sposo, il padre bacia sua figlia su una guancia e la “consegna” simbolicamente allo sposo a cui stringe la mano.

Eccoli lì, finalmente, insieme, il primo sguardo della giornata, il sorriso di entrambi si distende perché sono insieme e si sostengono a vicenda e la tensione un po’ si alleggerisce.    

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Per quanto riguarda la funzione del matrimonio ci sono tre tipologie di riti: cerimonia religiosa, rito civile e rito simbolico.

 

Quanto dura il rito del matrimonio? Nel caso di un matrimonio religioso la funzione dura all’incirca una quarantina di minuti, mentre nel caso di un rito civile è molto più breve, una ventina di minuti al massimo. Il rito simbolico ha tempi variabili a seconda di quale rito hanno scelto gli sposi.

 

Nella cerimonia religiosa, avendo questa una durata maggiore rispetto al rito civile, si avrà più tempo per cogliere ogni dettaglio della cerimonia, ma anche della chiesa, degli allestimenti, degli invitati attenti alla cerimonia, i bambini che si distraggono, oltre ai momenti salienti quali le promesse, lo scambio degli anelli, il primo bacio degli sposi per poi ritrarre l’uscita dalla chiesa, col lancio del riso e gli invitati che si dispongono a semicerchio per accoglierli e per festeggiarli.

Nel rito civile i tempi sono molto più stretti, una ventina di minuti circa, quindi dobbiamo essere molto più rapidi nel riprendere il tutto.

Nel rito simbolico (ovvero un matrimonio celebrato da un amico o parente, non ha valore legale, se non si decide di affiancarlo ad un matrimonio civile o religioso), i tempi dipendono molto da come gli sposi sceglieranno di celebrarlo. Per esempio, nel matrimonio di Riccardo e Francesca, gli sposi hanno scelto di celebrare il loro matrimonio con un rito simbolico in cui si rende omaggio ai quattro elementi della natura (aria, terra, fuoco, acqua). I tempi variano anche perché è celebrato da un amico o parente, con molta più libertà rispetto ad un rito ufficiale.

 

Se il matrimonio si svolge in chiesa, noi fotografi, abbiamo un po’ meno margine di manovra, dovremo stare attenti a non disturbare il prete e a non infastidirlo. La soluzione migliore, sarebbe quella di presentarsi ad esso, appena si arriva in chiesa, in modo da capire che tipo sia e se ha richieste da farci. Per esempio, ci sono preti che non vogliono assolutamente che si scatti durante la predica o chi non vuole che si salga sull’altare. Altri preti sono più tolleranti e a volte sono loro stessi che ci propongono nuovi punti di vista (es. in una chiesa in cui c’era l’organo in alto sull’altare con una balconata, ci ha proposto di salire lì per avere una visione d’insieme della chiesa e della funzione).

L’importante è capire che lì siamo a casa loro ed è buona norma rispettarne le regole.

 

Crediamo che per ottenere delle buone foto non servano effetti speciali, o muoversi in continuazione disturbando sia il prete che gli sposi. Essendo noi in due, solitamente ci organizziamo in modo che gli sposi siano sempre seguiti, mentre l’altro di noi, si può allontanare e fotografare gli invitati, i particolari della chiesa, gli allestimenti floreali, e cambiare punto di ripresa (es. foto agli sposi dal fondo della chiesa). Altra cosa importante, non esagerare con il flash (a meno che sia strettamente necessario in caso di chiesa molto buia), dove possibile prediligere sempre la luce ambiente. Ricordo di aver assistito ad un matrimonio, da invitata, in cui il fotografo aveva portato una lampada a luce continua per illuminare gli sposi (tenete in considerazione che un tipo di luce simile, scalda molto, quindi se siete in estate e già ci sono 30°C, aggiungete un’ulteriore fonte di calore su di voi, non dev’essere piacevole).

Una cosa che a volte capita al momento dello scambio degli anelli, è che alcuni preti posizionano il microfono e il libretto proprio davanti alle mani degli sposi. Ecco, questo è il lato positivo di essere in due fotografi: solitamente uno dei due riesce ad avere una visuale migliore e non si rischia di rovinare lo scatto o addirittura perdere il momento.

Una cosa che diciamo agli sposi, è che in alcuni momenti devono andare con calma. Spesso, per via dell’agitazione, tendono ad andare di fretta: la sposa che entra a passo spedito, per esempio, anziché incedere lentamente verso lo sposo, oppure al momento dello scambio delle fedi, infilare in un secondo l’anello all’altro. Se riuscite, sarebbe meglio eseguire l’operazione con calma, in modo da avere il tempo di posizionare la mano in maniera elegante e mostrare a noi l’atto di infilare l’anello, ma capiamo che quello sia il momento più “temuto” dagli sposi perché devono leggere e in più infilare l’anello.

Nel caso il rito sia civile, abbiamo un po’ meno regole da seguire rispetto all’essere in chiesa, e quindi possiamo muoverci con più libertà, ma di contro abbiamo molto meno tempo e quindi dobbiamo accertarci di scattare tutto, nella metà del tempo. Quello che piace agli sposi, nello scegliere il rito civile è il fatto di poter ambientare il rito dove preferiscono, non solo in comune ma anche in una villa, in un castello, su una spiaggia, in un giardino… Unica accortezza, documentatevi sul posto in cui volete ambientarlo perché deve avere il riconoscimento di “casa comunale” e cioè deve essere autorizzato per poter celebrare i matrimoni, altrimenti il matrimonio non ha valenza legale.

Quando scegliete di voler un rito civile, un aspetto importante è quello di richiedere i documenti necessari presso l’ufficio di stato civile del comune di residenza (di uno dei due futuri sposi), per poter ottenere il nulla osta per la celebrazione del matrimonio. Essendo la burocrazia italiana molto lenta, muovetevi per tempo (anche 4 o 5 mesi di anticipo). Una coppia che ha scelto di sposarsi direttamente presso il luogo del ricevimento, ha avuto alcuni intoppi per la burocrazia, perdendo parecchio tempo, quindi meglio organizzarsi e chiedere tutte le informazioni in anticipo.

Può essere celebrato dal sindaco del vostro comune, ma potete anche scegliere di farlo celebrare da un vostro amico, in questo caso dovrà farsi dare una delega dal comune.

Nel rito simbolico, come detto in precedenza, la durata varia a seconda della tipologia di rito che gli sposi vogliono fare. Ricordiamo che il rito simbolico ha valenza solo se precedentemente è stato fatto un rito civile o religioso, altrimenti, se sceglierete solo il rito simbolico, non sarete legalmente sposati.

Tra i riti simbolici più famosi c’è quello della sabbia, attraverso cui gli sposi, ognuno con un proprio vaso colpo di sabbia, ne riempiono uno vuoto in simbolo della loro unione.

Nel caso di Riccardo e Francesca, hanno scelto di fare un rito con i 4 elementi della natura cioè terra, acqua, fuoco e aria, iniziando riempiendo un vaso di sabbia, sassi, conchiglie e fiori, passando al prepararsi uno Spritz (per il simbolo dell’acqua), il fuoco è stato rappresentato dalle stelline che si usano anche a Capodanno e, per finire, con l’aria, rappresentata da un palloncino da gonfiare e liberare nel cielo.

Esistono molte versioni di riti simbolici, ognuno fa riferimento a tradizioni e culture antiche. Potete scegliere quello che più vi rappresenta e più vi affascina.

Perché alcune coppie scelgono questo rito? Per la valenza spirituale che comporta, ma anche perché è un modo di suggellare il loro amore, senza dover sottostare alla firma di un contratto standard.

Questo tipo di matrimonio viene generalmente celebrato da un amico o un parente e ambientato nella natura (nel caso di Riccardo e Francesca nel giardino di un castello con lo sfondo le montagne).

 

Se il rito simbolico vi incuriosisce, vi segnaliamo 6 tipologie di riti da cui prendere spunto

Al termine del rito c’è il lancio del riso, che sia fuori dalla chiesa o dal comune, o nel luogo prescelto, questo è sempre un momento di gioia per tutti. Finalmente si celebra la nuova coppia.

Come ci organizziamo per il lancio del riso? Uno di noi due rimane con gli sposi, l’altro esce dalla chiesa (o dal luogo in cui si è), fotografa i parenti in attesa e si posiziona ad aspettare gli sposi.

Chi rimane con gli sposi ne approfitta per fotografarli mentre camminano verso l’uscita e poi li riprende di spalle mentre vengono accolti da una pioggia di riso o coriandoli con tutti i parenti che si scatenano e li festeggiano.

Il fotografo già all’aperto si trova a dover “fronteggiare” alcuni parenti un po’ troppo scatenati che nella foga di documentare il momento, passano davanti all’obiettivo del fotografo ufficiale, o gli si piazzano addosso.

Alcuni invitati desiderano ritrarre il matrimonio con la propria fotocamera o il telefonino per avere un ricordo da condividere. Riteniamo che sia importante che vengano rispettati gli spazi di ognuno, in modo da non intralciare il nostro lavoro e non infastidire gli sposi. Ci sono momenti delicati e irripetibili in un matrimonio, chiediamo quindi agli invitati, il rispetto del nostro lavoro, ma soprattutto il rispetto nei confronti degli sposi, che hanno richiesto la nostra presenza per poter avere un servizio professionale, e quindi di non intralciarci passandoci davanti o fissandosi al nostro fianco continuamente non lasciandoci il giusto spazio di manovra.

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